22 dicembre 2017

Figli dell’era digitale: il rapporto UNICEF 2017

I giovani sono sempre più connessi alla rete e la possibilità di accedere alle tecnologie digitali e di saperle usare costituisce ormai un prerequisito fondamentale per qualsiasi tipo di attività scolastica, professionale e anche di socializzazione. Come e quanto usano tali tecnologie i giovani e i bambini e chi invece è escluso dal loro utilizzo? Fornisce alcuni dati l’UNICEF nel rapporto Le condizioni dell’infanzia nel mondo 2017.  Figli dell’era digitale, uscito a dicembre.

In generale nel mondo, i giovani sono connessi nel 71% dei casi, contro il 48% della popolazione totale, e un utente su 3 ha meno di 18 anni. In tutti i Paesi, l’età in cui si inizia a utilizzarle sta rapidamente calando, a significare che Internet e le tecnologie digitali sono ormai uno strumento assolutamente necessario nella vita di ciascuno a partire da età sempre più precoci. Negli Stati Uniti, per esempio, il 92% dei teenager tra i 13 e i 17 anni dichiara di connettersi quotidianamente e il 73% di questa fascia d’età possiede un dispositivo mobile: percentuali molto simili a quelle che si registrano in Europa.

Benché Internet e le tecnologie digitali vengano usati da bambini e ragazzi soprattutto per stringere e cementare amicizie e per giocare, ossia per motivi forse solo apparentemente futili, nei Paesi ad alto reddito – e gradualmente anche in quelli a reddito medio – è sempre più utilizzato anche dalle istituzioni scolastiche come supporto educativo e una percentuale sempre maggiore di ragazzi lo usa quindi per fare i compiti a casa e integrare lo studio. Inoltre, esiste una diversità di utilizzo a seconda della provenienza sociale, per cui giovani di famiglie ad alto reddito svolgono un ventaglio maggiore di attività e utilizzano servizi più sofisticati, come l’e-commerce, rispetto ai coetanei che provengono da famiglie più povere.

Ma mentre cresce l’importanza dello stare connessi, si accentua anche il digital divide, e si approfondiscono le differenze tra chi può accedervi e chi no, così che proprio chi ne avrebbe più bisogno come strumento di inclusione e crescita culturale si trova sempre più tagliato fuori. A vivere il divario sono infatti ovviamente soprattutto i cittadini dei Paesi poveri e, tra questi, chi abita nelle zone rurali piuttosto che in città e, per motivi culturali, le donne di tutte le età. Sicché mentre un solo giovane su 25 in Europa non è connesso, in Africa i ragazzi offline sono 3 su 5 e 9 giovani su 10 che non usano Internet vivono in Africa (al primo posto), Asia e Pacifico. Più in generale, usa Internet l’81% delle persone nei Paesi sviluppati, il 40% nei Paesi in via di sviluppo e solo il 15% in quelli meno sviluppati. In Europa solo il 4% dei giovani tra i 15 e i 24 anni non usa Internet, nelle Americhe il 12%, negli Stati Arabi il 36% e in Africa il 60%; al di sotto dei 16 anni, si va dal 97,5% di bambini connessi in Slovacchia, all’1,5% del Bangladesh, un dato che forse meglio di qualsiasi altro racconta la drammaticità di tale divario.

Ma le differenze non esistono solo tra Paesi e aree del mondo: anche all’interno dei Paesi più ricchi, l’accesso alla rete e alle tecnologie digitali è legato al reddito e ad altri fattori, come l’etnia. Negli Stati Uniti, per esempio, 5 milioni di persone non usufruiscono di una connessione domestica a banda larga; tra le persone con un reddito basso – sotto i 50.000 dollari – quelle più penalizzate sono però le appartenenti alle comunità afroamericane e ispaniche. Nelle realtà ad alta connessione come quella statunitense, ciò comporta un’accentuazione delle differenze di partenza, perché buona parte del sistema d’istruzione fa perno, appunto, sull’accesso alla rete, cosicché chi non ne usufruisce incontra ostacoli anche nello svolgere i più banali compiti per casa.

Un ulteriore forte divario riguarda il genere, che risulta uno dei più difficili da superare ed è rinvenibile soprattutto nei Paesi a basso reddito. In generale, a livello globale nel 2017 ha usato Internet il 12% in più degli uomini rispetto alle donne, ma in India, per esempio, solo il 29% delle donne usa Internet.

 

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